Canzoni sull'alternativa

by Edoardo Chiesa

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about

EDOARDO CHIESA
CANZONI SULL'ALTERNATIVA
(L'Alienogatto / Dreamingorilla Records, 2015)

Data di uscita: marzo 2015

Pop, melodie oblique, storie stralunate e leggere ma pensanti. Il disco di debutto del cantautore ligure raccoglie otto canzoni sulle scelte che dobbiamo compiere ogni giorno. Come un'alternativa alla banalità.

“Le alternative, in particolare quelle desiderabili, crescono solo su alberi immaginari” scrisse il narratore americano Saul Bellow. E mai citazione migliore poteva scegliere Edoardo Chiesa per fotografare il suo debutto da cantautore pop “Canzoni sull'alternativa”. Un disco breve, otto canzoni per poco meno di mezz'ora di musica, ma che dice tutto sull'immaginario e la propensione melodica del songwriter ligure, chitarrista dalle svariate esperienze in area rock-blues ed ex componente della band Madame Blague.

Le “Canzoni sull'alternativa” derivano da una serie di riflessioni che Edoardo ha fatto su sé stesso e girano tutte intorno al tema della scelta. Paradossalmente però questo disco non nasce da una vera e propria decisione del loro autore. I brani infatti sono nati in maniera istintiva, chitarra e voce, in un periodo di tempo piuttosto breve e sono stati loro stessi, ad un certo punto, a reclamare ad Edoardo “l'esigenza” di racchiudersi in un disco. E così alla fine è stato: tramite l'utilizzo di una vecchia Tascam, Edoardo ha registrato queste otto tracce fra la sua casa e il garage.

Dentro “Canzoni sull'alternativa” Edoardo Chiesa ha messo prima di tutto la sua grande passione per il blues, ma anche il funk e il soul. Una fiamma, quella per le musiche roots, che ritorna anche nella scelta di un suono verace, poco prodotto, ma allo stesso tempo molto vario e colorato.
Gli arrangiamenti, che Edoardo ha scritto e curato, puntano a vestire i brani in maniera semplice ma incisiva, basandosi su un impianto ritmico solido dentro cui si muovono melodie, narrazioni e fantasie. Le canzoni raccontano anche la passione di Edoardo per il cantautorato, che lui rilegge con un gusto melodico attraente ma mai troppo ruffiano; melodie semplici ma sempre un po' oblique, che chiedono ascolto e danno conforto.

Si è formato così il puzzle colorato di “Canzoni sull'alternativa”. Un lavoro immediato ma solo apparentemente semplice, leggero ma tutt'altro che superficiale, anzi pensoso, sfaccettato. Proprio come la figura geometrica della copertina, che vuole rappresentare la molteplicità delle nostre scelte di tutti i giorni. Quelle alternative di cui parla la programmatica title-track e primo singolo “L'alternativa”, decisioni che pur presenziando e condizionando la vita di tutti i giorni alla fine, forse, non spostano mai veramente l'ago della bilancia perché "non affrancano l'uomo da ogni dovere di decidere di se stesso, non lo liberano dalla libertà".

Quella libertà da coltivare dentro un amore stralunato e assoluto (“Pioveva”, “Queste quattro sfere sporche”) o da difendere da una quotidianità che soffoca (“Se non fossi già stato qui”) e dalle paure che ci bloccano (“Mia paura”). Oppure la libertà di essere sé stessi, lontani dalle convenienze e dai calcoli, immaginari e meditativi, leggeri e intensi, proprio come le canzoni di Edoardo, piccoli gioielli che luccicano come alternative alla banalità: “Ti rispondo / Quasi sempre a casa parlo da solo / gioco a biglie coi giganti dopo canto con loro / e mi annoiano i discorsi sulla gente e sul tempo che fa / E non sai che / Quasi sempre a pranzo mangio da solo / lancio i sassi nello stagno poi rimbalzo con loro / e mi mancano i sentieri in collina lasciati a metà” (“Ti rispondo”).

credits

released January 3, 2015

Crediti
Ideato, scritto e prodotto da Edoardo Chiesa e L'Alienogatto.

Registrato da Edoardo Chiesa presso casa sua.
Batterie registrate presso Corrado Bertonazzi Studio.
Mix e mastering Daniele Mandelli presso Elfo Studio.

Edoardo Chiesa: voci, chitarre, programmazioni
Damianio Ferrando: basso, iPad
Corrado Bertonazzi: batterie e percussioni
Marco Cravero: chitarra solista in “Mia paura”

Illustrazione e grafica: Edoardo Chiesa e L'Alienogatto

Contatti
Macramè – Trame comunicative
info@macrameufficiostampa.it

Luca Barachetti
luca@macrameufficiostampa.it
349.6106668

Corrado Maffioletti
corrado@macrameufficiostampa.it
328.3691845

Per concerti
Molecole Produzioni
Adolfo Ferrero
molecolebook@gmail.com
380.3498660

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about

Edoardo Chiesa Varazze, Italy

Edoardo Chiesa nasce nel 1985 e da quando ha dieci anni studia chitarra prima classica e poi moderna.Approfondisce il linguaggio del rock, del blues e del jazz con il maestro Marco Cravero. Dal 2011 insegna chitarra moderna.
La sua passione per la musica cantautorale e per i racconti di ogni genere lo portano a centrare il suo interesse verso il songwriting.
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Track Name: L'alternativa
L’alternativa a un qualsiasi percorso

si sceglie con attenzione

e non conta l’armonia



Ho la coscienza sporca ancora

da quella volta in cui

camminavamo insieme al parco

il resto già lo sai



Se non sai fidarti di un amico

è meglio che non parti

se non sai guardarti indietro

è meglio che non salti



L’alternativa a un qualsiasi percorso

si sceglie con attenzione

e non conta l’armonia

L’alternativa a un qualsiasi percorso di via

si stima con precisione

non si presta orecchio all’armonia



Mi trovo spesso a ripensarci

a discuterne con te

ma non troviamo alcuna relazione

di causa – effetto



Se non sai ascoltare

è meglio che non parli

se non sai accordare uno strumento a orecchio

forse è meglio che non canti



L’alternativa a un qualsiasi percorso

si sceglie con attenzione

e non conta l’armonia

L’alternativa a un qualsiasi percorso di via

si stima con precisione

non si presta orecchio all’armonia
Track Name: Se non fossi già stato quì
All’inizio il bicchiere ti sembra vuoto, sei all’inizio del fondo

guardi fuori rivolto ad est

La ci vedi i colori e i fiori, Fabio su un’altalena

le persone che ridono con te



Il rumore del vento cede il passo a un silenzio distante

puoi sentire le voci che son dentro di te



Non piangi mai

ma resti fermo per un po’ a osservare il tuo limite

E non ridi mai

nemmeno con l’aiuto di un esperto comico, poi ti manca l’ossigeno



Avresti bisogno di avere un cane, avresti bisogno di avere una vita normale

avresti bisogno di avere un cane

E non avresti niente da raccontare, se non fossi già stato in mare

se non fossi già stato qui



Non pensavi di avere poi cosi tanto spazio davanti

per cercare le voci che son dentro di te



Non piangi mai

ma resti fermo per un po’ a osservare il tuo limite

E non ridi mai

nemmeno con l’aiuto di un esperto comico, poi ti manca l’ossigeno
Track Name: Ti rispondo
Vorrei sapere davvero se poi brilla

una stella in fondo al mare

cosa si dicono gabbiani e cormorani

mentre volano verso il sole



Ma tu mi dici “non pensarci

e torna a lavorare

sono pensieri inconcludenti

che portano le persone a cincischiare”



Sarebbe certo molto interessante

nuotare tra gli squali

provare quella sensazione di pericolo

che ci fa sentire un po speciali



Ma tu mi urli “non pensarci

ritorna a lavorare

la tua stabilità è più importante

di una sensazione che scompare”



Ti rispondo

Quasi sempre a casa parlo da solo

gioco a biglie coi giganti dopo canto con loro

e mi annoiano i discorsi sulla gente e sul tempo che fa

E non sai che

Quasi sempre a pranzo mangio da solo

lancio i sassi nello stagno poi rimbalzo con loro

e mi mancano i sentieri in collina lasciati a metà



Non ci sarebbe poi nulla di sbagliato

nel coltivare fiori

prendersi cura di ogni loro stelo

dipingerne I colori



Ma tu mi dici “non pensarci

torniamo a lavorare

sono capricci momentanei

di cui presto ti pentirai”



Mi piacerebbe passare la giornata

manipolando un suono

avere il tempo di centellinare gli effetti

per renderlo elegante nel frastuono



Ma tu mi urli “non pensarci

e torna a lavorare

e non parlarmi più di certe cose

o presto te ne pentirai”



Ti rispondo

Quasi sempre a casa parlo da solo

gioco a biglie coi giganti dopo canto con loro

e mi annoiano i discorsi sulla gente e sul tempo che fa

E non sai che

Quasi sempre a pranzo mangio da solo

lancio i sassi nello stagno poi rimbalzo con loro

e mi mancano i sentieri in collina lasciati a metà
Track Name: Mia paura
E’ giunto il tempo di partire

lascia la stanza a notte fonda

ma non guardarti indietro

tra poco mi scorderai



Percorri il viale fino al limite del prato

poi volta verso la stazione

e non sentirti offesa

che intanto mi capirai



E quando arrivi a Minneapolis

ricorda di cambiare cappello

ma non badare a spese

intanto lo pagherai



Io resto a letto

protetto da me stesso

ti lascio andare dove vuoi

mia paura



Dovrai incontrare tutte quante le persone

che hanno sofferto e pianto

per poi sentirti inerme

di fronte alla libertà



E quando passi da Lisbona

ricorda di trovarmi casa

che non sia troppo grande

intanto non ci entrerai



Io resto a letto

qui con Alienogatto

ti lascio stare dove sai

mia paura

Io resto a letto

protetto da me stesso

ti lascio andare dove vuoi

mia paura
Track Name: Pioveva
Pioveva, pioveva, pioveva x 4



C’era un uomo solo che vagava senza meta, non cercava di svoltare

quando lei gli disse fermati un po’ qui

lui rispose di si con lo sguardo, mentre lei sorrideva

lo invitava ad entrare

e intanto



Pioveva, pioveva, pioveva x 4



I primi quattro mesi nella casa li passarono a giocare e a far l’amore

parlavano di canzoni e mondi da inventare

ma l’acqua batteva più forte, e il tetto ormai stanco

la invitava ad entrare

infatti



Pioveva, pioveva, pioveva x 4



E goccia dopo goccia le pareti e il pavimento si bagnarono del tutto

si scivolava ovunque ma la doccia non serviva più

non vollero porre rimedio poiché

le piante oramai si innaffiavano da se, e il mondo distante

continuava a girare

ancora



Pioveva, pioveva, pioveva x 4



E quando una mattina si svegliarono di colpo sopra il letto galleggiante

la pioggia aveva smesso ma di terra non ce n’era più

e tanti altri letti vicino al loro

ognuno che usava come vela il lenzuolo



navigavano insieme, in un mare d’amore
Track Name: Noi
Se stasera non hai voglia di parlare ascolta la mia voce

risalire le scale e la corrente

scivolare in un istante

un attimo che sembra eterno poi tornare dall’inferno



La musica non conta se non ha niente da dire

che siano note o siano parole

devono essere sincere

avere forza, indipendenza, dignità di costruzione



E non siamo stati noi a seguire il vostro esempio

quando chiedevate l’acqua ne deserto del Namib

E non siamo stati noi a cercare il vostro aiuto

mentre marciavamo stanchi verso l’alba



Qualcuno oggi aiuta qualcun altro a trovare una definizione

per distinguere le cose

ordinarle e poi fermarle in tante piccole caselle strette

ognuna con un nome



Puoi fare il sarto, l’architetto, oppure il giocoliere

puoi mangiare le fragole di inverno e bere fino a stare male

la troppa scelta a volte inganna

o lascia spazio a una canzone



E non siamo stati noi a seguire il vostro esempio

quando chiedevate l’acqua ne deserto del Namib

E non siamo stati noi a cercare il vostro aiuto

mentre marciavamo stanchi verso l’alba



Se stasera non hai voglia di parlare ascolta la mia voce

risalire le scale e la corrente

scivolare in un istante

un attimo che sembra eterno poi tornare dall’inferno
Track Name: Queste quattro sfere sporche
Lascio sempre il rubinetto aperto

mi dimentico che nel deserto

c’è chi non ha acqua e non ha più sete ormai



E le chiavi dove son finite

ogni mattina è una battaglia contro il tempo

corro svelto verso l’auto che non so dov’è



Ma se tu mi dimentichi, non riesco ad alzarmi più

vanno in fumo tutte le certezze e le parole che son state dette

Ma se tu mi dimentichi, non mi ritrovo più

non so più che fare



Ed il frigo è quasi sempre vuoto

non ricordo mai di far la spesa

ma conosco tutti i porta-pizza della città



Quando piove lascio ombrelli in giro

e se c’è il sole mi addormento e poi mi ustiono

mentre sogno te che stai aspettandomi



Ma se tu mi dimentichi, non riesco ad alzarmi più

vanno in fumo tutte le certezze e le parole che son state dette

Ma se tu mi dimentichi, non mi ritrovo più

non so più che fare



passo la giornata in camera a spolverare

queste quattro sfere sporche…
Track Name: Nati vecchi
Viaggiavamo con il punk negli auricolari

ma dai finestrini il mare ci sembrava calmo

e la scuola era distante, il nostro amore giovane

non ricordo quasi niente



Ma noi, non siamo compatibili al successo bella

noi, non siamo compatibili agli eccessi

insomma, siamo nati vecchi



Io che ascolto sempre il blues, o musica di gente morta

tu che senza occhiali non distingui le persone in strada

preferiamo un vecchio film o una gita fuori porta

che trovarci a bere al bar



Ma noi, non siamo compatibili al successo bella

noi, non siamo compatibili agli eccessi

insomma, siamo nati vecchi



noi, che risaliamo scale in ascensore e ci spaventa quando piove

noi, non siamo compatibili agli eccessi

insomma, siamo nati vecchi